ARE U EXPERIENCED?
[Interview]
Stavolta, a quella cacchio di scrivania c'era seduto lui, Jimi Hendrix. Jimi mi fa: "Are you experienced?"
"Una possibilità? Ma non dire fesserie. Perché mai dovrebbero darti una possibilità? Che sei, impedito?"
"E che dovrei fare allora?"
"Intanto, cominciare a levare quelle occhiaie dal pavimento. Darti un po' da fare a fottere il prossimo. O almeno a farti fottere te, ma a dovere. O una o l'altra, mai in mezzo, You know what I mean?"
"Sì, forse."
"Ecco, bravo."
Fa strisciare due bicchieri tra fogli, penne e Fender in miniatura, tira fuori una bottiglia dal cassetto e versa da bere.
"Sei un bravo ragazzo, si vede, mi fai una cosa nella 'uallera."
"Come, Jimi?"
"Mi fai tenerezza, voglio aiutarti."
"Magari,che so…", ci penso un attimo, poi la butto lì: "Potrei entrare nella band."
"Tu?"
"Anche solo a reggervi gli strumenti. O magari a trovarvi le ragazze per la serata. Qualsiasi cosa."
"Non mi sembri il tipo da 'ste cose."
"Ho bisogno di lavorare."
"Non mi sembri il tipo."
"Che vuoi dire? Guarda che sul lavoro sono una persona seria, uno che si fa il culo, che ci si può fidare."
"Appunto. Ascolta, non devi disperare. Prima o poi verrà il tuo turno. Fidati."
Dietro la vetrina, oltre le chitarre, c'è un tizio dall'aria scoglionata infilato dietro a un bancone. Costui tutto mi sembra meno che un venditore di attrezzi musicali, eppure è lì. Io no. I clacson seguitano a sventrare l'aria in modo ossessivo. Alle mie spalle un autobus fischia, qualcuno mi urta per salirci sopra. "Prima o poi verrà il mio turno". La disperazione m'assale. Dallo stomaco un impeto di puro aborrimento prende a insinuarsi su su, lungo le vertebre. Un brivido mi scuote tutto. L'impeto fa per bussare alle porte del cervello…
Decido d'entrare e, prima cosa, m'avvio verso gli strumenti in vetrina, afferro la Stratocaster quella bianca, supero un pianoforte e vado per il bancone cassa. Non ho più nulla da perdere, lo sento. Più forte che mai. Una volta di fronte al tizio scoglionato, gli faccio: "Hai due possibilità, chi è che suonava questa chitarra?"
Mi guarda, esita un istante, poi di colpo sembra recuperare uno straccio di tono autoritario: "Rimettila a posto, per favore."
"Niente da fare, chi suonava questa chitarra?"
"Ma che ne so, Eric Clapton, dai, rimettila a posto!"
"Chi?"
Sollevo lo strumento in aria e glielo sfascio sul bancone, poi torno a sollevarlo e mando in frantumi una vetrina al mio fianco. Di nuovo in aria, e un bel po' di cose vanno in pezzi, questo finché delle persone prima, e un branco di militari dopo, non si danno da fare per bloccarmi e portarmi via di lì.
In questura spiego le mie ragioni, non ci provo nemmeno a giustificarmi. Verso sera sono a casa.
"Ehi, ho saputo che ti sei dato da fare", mi fa.
"Sì, stavolta non ce l'ho fatta proprio a trattenermi."
"Bene bene, sapevo che non eri del tutto un pecorone."
"Come, Jimi?"
"Passa qui tra un'oretta, c'è lavoro per te."
"No. Dici vero?"
Butta giù, senza ammettere repliche. Resto per un attimo immobile, col cuore che mi va all'impazzata. Aveva ragione lui, come ho potuto dubitarne: alla fine il mio turno è arrivato sul serio. Infilo la giacca, abbranco la mia Stratocaster, e filo a lavoro.
from Are U experienced? [The first 4 experiences]





buzz, povero pazzo, ma alla fine contento
I get the no-experience-no-job/no-job-without-experience conundrum, but I'm so far removed from the worlds of Hendrix and Clapton that any nuances or insider's references would be lost on me!
Che bravo!!
http://www.youtube.com/watch?v=41Ww7Ar32EU