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Les Touches Louches

General Info

  • Genre: Acoustic / Swing

    Location Bologna, Seleziona la tua provincia., It

    Profile Views: 35845

    Last Login: 4/8/2012

    Member Since 10/12/2008

    Type of Label Unsigned

  • Bio

    Il progetto Les Touches Louches nasce come quartetto nel 2008, grazie alla condivisione di differenti esperienze e percorsi musicali, afferenti soprattutto alle musiche popolari e al jazz. .. Il concerto dei LTL si basa su brani strumentali e canzoni di Claudio Cadei, cantautore e compositore del gruppo. A questo repertorio di musiche originali si aggiunge un vasto repertorio di interpretazioni, che comprende alcuni brani classici del gypsy swing e standard jazz arrangiati in chiave manouche, nonch� diversi brani tratti da tradizioni musicali differenti, dal klezmer, al tango, alle musiche dei Balcani. Lo spettacolo che ne risulta � molto dinamico: vi sono parti movimentate in cui il violino e il clarinetto si armonizzano alla maniera delle fanfare est-europee; vi sono altri momenti in cui si abbracciano le atmosfere pi� intime dello swing. L’esperienza live � stata consolidata grazie a periodi di intensa attivit� concertistica. Les Touches Louches hanno collaborato, individualmente o collettivamente, con: Kheyre (registrazione album Pecore Nere), Christian Grassilli e Gappa (La Psicantria), Graveola e o lixo polifonico (Brasile, BH), Dead lover’s twisted heart (Brasile, BH), Non Giovanni (registrazione album Walking), Galleria d’Arte Case Aperte, Ass. Cult. NoName, Ass. Theatrumundi, reading Razza Partigiana, Quasi Quasi Festival, Legambiente Bologna. SCARICA IL NOSTRO ALBUM "LA MOSCA BIANCA" dal sito www.jamendo.com http://www.jamendo.com/it/album/77035
  • Members

    Daniele Cangini - Clarinetto Simone Duzzy Marcandalli - Chitarre Claudio Cadei - Violino, Mandolino e Voce Gian Paolo Faella - Contrabbasso CONTATTO MAIL: claudio_cadei@yahoo.it .. ..
  • Influences

    ..INFLUENZE..: Django Reinhardt, suoi epigoni e parenti, musica balcanica e rumena, jazz, bossanova, salsa, antica scuola del liscio romagnolo.
  • Sounds Like

In attesa de... "il Grande Incanto", il nostro album d'esordio

USCITA: GIUGNO 2011
L’idea di questo album nasce dal desiderio di proporre in un’opera coerente un repertorio di canzoni originali, scritte in momenti diversi, alcune delle quali hanno accompagnato l’affermazione de Les Touches Louches nella realtà live bolognese.
Il tema di questo percorso è appunto l’incanto, cioè quella realtà breve, fugace, eppure dotata di una energia dirompente, che accompagna la creazione e l’ascolto della musica, l’uso non convenzionale delle parole, l’invenzione e la narrazione di storie. Si tratta di un’esperienza imme-diata e totale, a cui si accede con gran facilità quando si è bambini e che ritorna in seguito (con l’imprevedibilità descritta in Underground), portandosi con sé una traccia importante del passato.
Nei nostri testi, le immagini, i contesti e i personaggi di narrazioni lontane (soprattutto fiabe) si mischiano al presente, in una continuità di parole e di riferimenti che crea una vera e propria trama. Così Gulliver diventa una figura attuale e si va a collocare in un orizzonte di superamento di un medioevo che è ancora tutto qui, nel presente. Sherazade infonde ispirazione poetica, nel gioco di desideri con un re/bambino a cui non interessano le pragmatiche sorti del suo regno. Peter Pan è ovunque.
Altro tema fondamentale è quello del “diverso” e dell’immaginario dell’altrove. Così come per il tempo, anche l’unità di spazio si dissolve in un universo di luoghi diversi, ma in continuo rimando semantico fra di loro. Esempio di questo gioco sono due testi: Le Onde del Danubio e La Pianura è in Fiamme, in cui si parla della necessità di viaggiare (nelle sue varie modalità senza tempo: sognare, fuggire, migrare, vagabondare...); vi compaiono promettenti luoghi a cui approdare e luoghi spaventosi, “la pianura”, metafora dell’Italia xenofoba, da lasciarsi alle spalle.
Infine arriviamo all’azione, intesa come azione scenica. È appunto l’azione dell’incantare, azione raffinata e felli-nianamente grottesca; è il fascino gitano de La Maga, figura fatta al tempo stesso di materia grezza e poesia, è l’invoca-zione disperata alla musa che è al centro de Il Grande Incanto. Ancora, sono Le Luci della Scena che si accendono e si spengono su un teatro di burattini, che si interrogano sulla propria esistenza, come se potessero l’indomani scendere dal loro palcoscenico per diventare ”veri” esseri umani; liberi, ma dramma-ticamente privati di una precisa finalità del proprio agire. La libera ispirazione alla canzone di Tom Waits, Underground, giunge a coronare il percorso, con l’ottimismo necessario: al termine del viaggio, si scopre un mondo parallelo al quotidiano e rispetto a questo più incerto e sfuocato, tuttavia più avvincente e vitale. Quest’album è il racconto di un viaggio lungo ma possibile, a patto di sapersi distrarre e di non aver fretta di arrivare.

La musica che sostiene questi testi è parte integrante della trasmissione del loro senso: le melodie popolari che riecheggiano in alcuni brani fanno da contrappunto alle atmosfere swing, a loro volta contrastanti fra di loro: sferzanti e morbide, raffinate e leggere.
La specificità de Les Touches Louches quella di essere riusciti a creare un sound omogeneo che riconosce le proprie origini nel gypsy swing, ma ne rifiuta il monolinguismo. La riscoperta di altri stili musicali (dal klezmer al tango) avviene in maniera spontanea, sia nella scrittura che nelle parti di improvvisazione. Le diverse sonorità si accostano senza alcun pregiudizio “di genere”, avendo cura di lasciare sempre al primo posto l’espressione.


...BIO...

BIO: Il progetto Les Touches Louches nasce come quartetto nel 2008, grazie alla condivisione di differenti esperienze e percorsi musicali, afferenti soprattutto alle musiche popolari e al jazz.
Il concerto dei LTL si basa su brani strumentali e canzoni di Claudio Cadei, cantautore e compositore del gruppo.
A questo repertorio di musiche originali si aggiunge un vasto repertorio di interpretazioni, che comprende alcuni brani classici del gypsy swing e standard jazz arrangiati in chiave manouche, nonché diversi brani tratti da tradizioni musicali differenti, dal klezmer, al tango, alle musiche dei Balcani.
Lo spettacolo che ne risulta è molto dinamico: vi sono parti movimentate in cui il violino e il clarinetto si armonizzano alla maniera delle fanfare est-europee; vi sono altri momenti in cui si abbracciano le atmosfere più intime dello swing. L’esperienza live è stata consolidata grazie a periodi di intensa attività concertistica.

Les Touches Louches hanno collaborato, individualmente o collettivamente, con: Kheyre (registrazione album Pecore Nere), Christian Grassilli e Gappa (La Psicantria), Graveola e o lixo polifonico (Brasile, BH), Dead lover’s twisted heart (Brasile, BH), Non Giovanni (registrazione album Walking), Galleria d’Arte Case Aperte, Ass. Cult. NoName, Ass. Theatrumundi, reading Razza Partigiana, Quasi Quasi Festival, Legambiente Bologna.


La Piccola Fanfara di Legno...


Daniele Cangini - Clarinetto
Simone Duzzy Marcandalli - Chitarre
Claudio Cadei - Violino, Mandolino e Voce
Gian Paolo Faella - Contrabbasso
CONTATTO MAIL: claudio_cadei@yahoo.it

Foto di compare Paolo: www.flickr.com/photos/gfbpublez

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INFLUENZE: Django Reinhardt, suoi epigoni e parenti, musica balcanica e rumena, jazz, bossanova, salsa, antica scuola del liscio romagnolo.

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